Il riposo, in natura, è necessario. Anzi, vitale. Siamo noi che non riusciamo a farcene una ragione, se anche solo una domenica ci sembra buttata all’aria senza appuntamenti, pulizie o to-do-list da depennare. Così, in questo lunedì di vacanza, Andrea ed io ci siamo concessi un po’ di ozio, passeggiando senza una precisa meta attorno a Ca’ Princivalle.

L’inverno, per piante, animali e cielo, è una stagione sonnolenta e al tempo stesso incubatrice di energia nuova. Non è saggezza, questa?

Allora ci siamo intrufolati in punta di piedi per non svegliarlo, l’inverno. Abbiamo guadato in silenzio i tappeti di foglie, madide di brina, cadute a terra sotto la quercia (sì quella dell’altalena dove non resisto a sedermi!). Siamo saliti in cima all’uliveto secolare, per intiepidirci ai raggi di un sole timido e azzurro. Abbiamo salutato la poiana, al suo richiamo alto nel cielo. E poi di nuovo giù, per il sentiero che conduce al laghetto, fiancheggiando gli alberi di cachi (che se li guardi da lontano sembrano perline rosso corallo infilate sul fil di ferro).

Tutto è così sospeso, che vien da trattenere il fiato. Eppure senti che sotto i tuoi piedi si trasforma la vita. Sotto l’erba piegata dalla pioggia, in mezzo alle foglie cadute che si disfano poco a poco, dentro i cunicoli delle tane di cui scopri a malapena le bocche.

Sei come sopra le ceneri di un fuoco sopito. Che domani è pronto a ravvivarsi, con la scintilla della primavera. Intanto, però, sai di non aver fretta. Fra poco arriveranno gli alberelli da frutto da piantumare proprio qui, davanti al laghetto. Ancora attesa: ci vorrà tempo per vedere maturo il nostro orto di frutti antichi. Oggi noi continuiamo a camminare…

Se siete curiosi di vedere altre belle foto della giornata, sbirciate il post sul nostro blog!